Rifiuti e HP14: regolamenti per l'attribuzione del rischio ecotossico

Blog - 11 Agosto 2021
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I rifiuti HP14 vengono identificati come rifiuti ecotossici, prodotti residuali di processi produttivi che impattano sull'ambiente, l'ecosistema e tutto ciò che lo compone. Da luglio 2018 sono state aggiornate le normative che determinano i criteri di attribuzione del rischio ecotossico, determinando anche valutazioni e test utili alle varie fasi di analisi; tali direttive sono state recentemente ribadite anche dalla nota metodologica di ISPRA.

Le aziende produttrici sono dunque chiamate dunque a prestare attenzione ai fattori di pericolo ambientale, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, attualmente ancora oggetto di discussione nella comunità scientifica.

Rifiuto ecotossico HP14: la normativa

L’ecotossicità dei rifiuti fa parte della categorizzazione di alcune sostanze che, per caratteristiche, rappresentano un rischio ambientale in tutti i suoi ecosistemi e componenti (aria, acqua, suolo).

La ecotossicità dei rifiuti viene categorizzata con il codice “HP14” normativamente ed è inclusa nell’allegato III della direttiva quadro europea in materia di rifiuti 2008/98/CE, che delinea i criteri necessari per poter determinare e quindi attribuire tale qualificazione di tossicità. In tempi recenti l’ecotossicità è stata oggetto di diversi studi scientifici condotti a livello europeo, da cui è emersa la necessità di ripensare a tale categoria di rimeditazione dei rifiuti come tossici/pericolosi: si è arrivati dunque alla normativa interna d.l. 78/2015, modificata poi nella legge 125/2015.

In Italia l'attribuzione della caratteristica ecotossica dei rifiuti segue le direttive dell’accordo ADR (regolamentante il trasporto internazionale su strada di merci e sostanze pericolose) per la classe 9 – M6 ed M7. Tale requisito è il risultato dell’armonizzazione dei criteri contenuti all’interno del regolamento 1272/2008, c.d. Regolamento CLP (classification, labelling and packaging).

Con il successivo regolamento 2017/997/CE, che ora approfondiremo, si armonizzano i criteri di attribuzione di caratteristica di ecotossicità dei rifiuti secondo quanto è citato nei criteri ADR, aumentando nel contesto il numero di sostanze da includere nelle analisi.

Contenuto del Regolamento Europeo 2017

Nel Regolamento Europeo 2017/997 si fa espresso riferimento alle sostanze ozono-lesive e alla necessità da parte degli Stati membri di applicare un valore soglia, nozione già presente peraltro all’interno del regolamento 1357/2014, anche alla caratteristica di pericolosità HP14, e che nel precedente regolamento europeo, era limitato nella sua portata applicativa alle categorie HP4 (irritante), HP6 (tossicità acuta) ed HP8 (corrosivo).

Al momento, dunque, nei rifiuti ecotossici (HP14) sono comprese quelle materie e sostanze, in precedenza escluse, che:

  • contengono sostanze ozono-lesive in concentrazione pari o superiore al 0,1%
  • contengono una o più sostanze particolarmente tossiche per l’ambiente acquatico, con concentrazione pari o superiore al 25% (valore soglia 0,01%)
  • contengono una o più sostanze con tossicità elevata per l’ambiente acquatico con effetti a lungo termine (H410, H411 e H412) con concentrazione complessivamente pari o superiore al 25% (in questo caso i valori soglia applicabili sono due: alle sostanze codificate h410, quello dello 0,1%, a quelle codificate H411 ed H412, quello dell’1%)
  • che contengono una o più sostanze aventi tossicità cronica per l’ambiente acquatico con effetti nocivi a lungo termine (H410, H411, H412 ed H413) se la concentrazione complessiva risulta pari o superiore al 25% (anche in questo caso si applicano due differenti valori soglia: alle sostanze H410, quello dello 0,1%, alle restanti quello dell’1%)

Questa integrazione è stata effettuata sulla base di vari studi scientifici effettuati a livello europeo, rispondendo alla maggiore sensibilità sull'impatto ambientali dei flussi produttivi e dello smaltimento dei rifiuti.

Attribuzione pericolo ecotossico: come avviene?

Quando si effettua una prova per stabilire se un rifiuto presenta la caratteristica di pericolo HP14 Ecotossico è opportuno indicare e applicare i metodi previsti dal regolamento (CE) n. 440/2008 della Commissione, o pertinenti alle linee guida internazionali. La decisione 2000/532/CE dispone che, laddove una caratteristica di pericolo di un rifiuto sia stata valutata sia mediante una prova che utilizzando le concentrazioni di sostanze pericolose come indicato nell’allegato III della direttiva 2008/98/CE, devono prevalere i risultati della prova.

ISPRA e l'Approccio Metodologico per la Valutazione della Caratteristica di Pericolo HP14 "Ecotossico"

L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è un importante ente regolatorio, tecnico e scientifico per la tutela ambientale a supporto del Ministero dell'ambiente. Nell'ambito del regolamento 2017/997/UE. ha diffuso un importante contributo sulla classificazione dei rifiuti grazie all’approccio metodologico per la valutazione della caratteristica di pericolo HP14 "Ecotossico“.

“la pericolosità di un rifiuto può derivare dalla sussistenza di una o più caratteristiche di pericolo, ognuna delle quali deve essere oggetto di opportuna valutazione ai fini dell’espletamento dell’intera procedura di classificazione”

Come già citato nella Comunicazione della Commissione europea (2018/C 124/01) relativa agli “Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti”, ISPRA ribadisce che la fase di valutazione delle varie caratteristiche di pericolo segue quella di individuazione del codice all’interno dell’elenco europeo dei rifiuti. Individuato il codice EER, possono porsi tre casi:

  1. il rifiuto individuato esclusivamente da un codice non pericoloso e non è accompagnato da una corrispondente voce specchio pericolosa sarà sempre classificato come non pericoloso e non occorrono ulteriori valutazioni
  2. il rifiuto individuato esclusivamente da un codice pericoloso (asteriscato), ma non è accompagnato da una corrispondente voce specchio non pericolosa; in questo caso dovrà essere sempre classificato come pericoloso in base all’origine, e la ricerca delle caratteristiche di pericolo sarà necessaria per la corretta etichettatura dei rifiuti pericolosi
  3. il rifiuto è individuato da voci specchio, ossia da due o più voci tra loro correlate, di cui almeno una pericolosa ed almeno una non pericolosa. Ciò significa che esso può essere classificato come pericoloso o non pericoloso in funzione della presenza o meno di una o più caratteristiche di pericolo e occorrerà procedere ad una valutazione più approfondita

A tal proposito, ISPRA ha presentato in anteprima nazionale la nuova revisione delle Linee Guida durante il webinar GreenTalks | Confronto tra diversi approcci europei per l'attribuzione di HP14 "Ecotossico" ai rifiuti, tenutosi il 27 Maggio 2021.

Per maggiori informazioni contattare
info@labanalysis.it

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