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Commitment to innovation.

Laura Imperiale

Vice Quality Control Pharma

Qual è la tua giornata tipo?

Faccio un pochino di tutto. Il ruolo che ricopro è cresciuto con me e, dopo varie esperienze in tantissimi campi del laboratorio, si è un pochino specializzato nel campo inalatorio - che è la Sezione Farmaceutica a cui attualmente faccio da riferimento. Praticamente siamo passati in pochi anni da un solo laboratorio, con poche strumentazioni dedicate a questo lavoro, a un'intera palazzina, dove adesso lavorano una ventina di persone.

Appena arrivo in ufficio, controllo le email per vedere le richieste dei Clienti e per poter pianificare il lavoro. Naturalmente si mette in conto che il telefono suonerà quasi sempre! Sia perché le persone con cui collaboro hanno magari un problema - e, quindi, ti chiedono un consiglio o un modo su come risolverlo -, sia perché il Cliente ti chiederà a che punto è l'analisi, oppure di pianificare un nuovo lavoro.

Organizzo l’area anche dal punto di vista documentale. Parliamo, quindi, non solo dei campioni che devono essere analizzati, ma anche dei protocolli di stabilità, dei piani analisi per le programmazioni future... e della review, cioè il controllo dei dati finali delle analisi che vengono emessi.

Mi occupo anche della scrittura di protocolli e di report di validazione. Mentre mensilmente supporto la fatturazione di tutti i lavori che effettuiamo. Infine, la posta, perché devo mandare la documentazione finale ai Clienti.

Quali sono i valori che ti qualificano come Manager?

Dal mio punto di vista, il Manager è la persona che ha esperienza in più rispetto ad altri e che mette questa esperienza al servizio dell’obiettivo da raggiungere. Fuori dalla mia vita professionale io pratico il kendo, un’arte marziale. Sono stata Capitano della Nazionale Italiana femminile. Per me il lavoro è come l'arte marziale: si lavora in squadra. Il Capitano è colui che deve guidare e mettere la propria expertise a disposizione degli altri.

Quando c’è un nuovo problema, il Manager dovrebbe dare l’input per la sua gestione e risoluzione, ma lasciare ai propri collaboratori la libertà di gestirsi autonomamente. Non importa quale strada abbiano deciso d'intraprendere - potrebbe essere diversa dalla mia - ma l’importante è che il risultato finale sia poi lo stesso. Naturalmente verificando l’esito finale.

Quali caratteristiche non possono mancare a un Vice Quality Control?

Sicuramente ci vuole una mentalità elastica perché si ha contatto diretto col Cliente. Talvolta è necessario accettare che il Cliente dall'oggi al domani possa cambiare idea su una cosa o sull'altra, e garantire comunque una reazione immediata da parte del laboratorio per soddisfare le esigenze del Cliente.

La dedizione al lavoro è un altro aspetto importante. Mi sono laureata nel 2002, ho subito cominciato a lavorare per LabAnalysis e l’ho fatto sempre con passione! È ovvio che si possono commettere degli sbagli, fatti per poca esperienza. La curiosità, la voglia di approfondire e di documentarsi aiuta a migliorarsi sul campo lavorativo.

Un ultimo aspetto da considerare è voler soddisfare al massimo il Cliente e cercare nel miglior modo possibile di avere un buon rapporto con i propri collaboratori, di fiducia e di rispetto.

Cosa ti piace di più di LabAnalysis?

Quando ho cominciato, nel 2002, eravamo una cinquantina di persone in totale ed è stato possibile creare un buon rapporto con la Direzione. Mi ha sempre dato fiducia per poi arrivare ad acquisire il ruolo che adesso ricopro. Mi hanno sempre supportata su molte scelte che dovevo fare e sulle richieste che facevo.

Mi piace molto il rapporto che si è creato con i colleghi.

Infine, qui, c’è sempre la possibilità di crescita. Se sei una persona che ha voglia di fare, di documentarsi, di affrontare i problemi... c’è la possibilità di farlo e non ti viene detto di no!

Gli attributi che non devono mancare per far parte del tuo team?

Si deve avere voglia di imparare. Quindi la domanda che faccio sempre alle persone che vengono a lavorare con me, dopo un pochino di tempo, è: "Ti interessa quello che stai facendo oppure no?". Perché se interessa, si riesce a mettere senso critico in quello che si sta facendo e a evolversi nel proprio campo lavorativo, se invece non si ha interesse, nessun risultato ha valore.

Mi piace che le persone abbiano intraprendenza: quando mi propongono soluzioni diverse che potrebbero portare a un miglioramento del processo sono molto contenta. È naturale che ci possano essere alcuni errori - da parte mia o anche delle persone che collaborano con me - ma è importante capire dove si è sbagliato e come risolvere, per fare in modo che non accada più. In questo modo si impara e ci si migliora.

Qual è la lezione più importante che hai imparato qui?

Se ci si dedica con passione a quello che si fa, arriveranno delle soddisfazioni. Sia per quanto riguarda i colleghi, sia per quanto riguarda i Clienti, perché una passione genuina porta a un rapporto basato sulla fiducia, quindi molto sincero e schietto.

Solo con i sacrifici quello che si fa viene apprezzato e quindi porta anche una soddisfazione personale.

Mi piace proprio il mio lavoro!

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